Il progetto I Castagneti dell'Insubria si è concluso a marzo del 2014 ed era inserito nella quarta programmazione Interreg (2007-2013). Ha coinvolto territori italiani e svizzeri.
 
 
La cooperazione con la Svizzera, frontiera europea al centro dell'Europa stessa, è uno degli esempi migliori di come sia possibile lavorare su territori differenti per normative, governi e stili di vita, ma con i medesimi propositi di guardare oltre il semplice confine tracciato su una mappa.
 
L'ammontare complessivo del progetto è stato di poco superiore ad 1.114.000 €, di cui circa il 96% destinato alla parte italiana e poco meno del 4%, attorno ai 40.000 €, per la parte svizzera. Questo evidente sbilanciamento è dovuto principalmente alla differente fonte di finanziamento. L'Unione Europea contribuisce economicamente in modo significativo in questa sua programmazione mentre i Paesi non membri faticano maggiormente a trovare risorse per azioni adeguate a progetti di ampio respiro. Nel nostro caso particolare inoltre, il numero elevato di partner italiani ha ulteriormente accentuato le differenze sotto questo aspetto.
Per la parte italiana ogni partecipante al progetto ha contribuito con fondi propri coprendo il 20% del budget ad esso destinato, per un totale complessivo di quasi 200.000 €, mentre i partner svizzeri hanno finanziato completamente le proprie attività.
 
La composizione del partenariato di progetto vede la presenza di ben 12 attori, due svizzeri e dieci italiani distribuiti pressappoco su tutto l'arco prealpino lombardo e ticinese: Per la Svizzera L'Associazione Castanicoltori della Svizzera Italiana (capofila svizzero) e La Sezione Forestale Cantonale del Ticino. Per l'Italia La Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino (capofila italiano), La Comunità Montana della Valchiavenna, La Comunità Montana Valli del Verbano, La Comunità Montana del Triangolo Lariano, La Comunità Montana Lario Intelvese, La Comunità Montana di Valle Trompia, ERSAF, l'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste, Il Consorzio Forestale Lario Intelvese, Il Consorzio Forestale di Prata Camportaccio e Il Consorzio Castanicoltori di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio.
 
I Castagneti dell'Insubria naturalmente ha avuto per oggetto la castanicoltura: la coltivazione del Castagno in ogni sua accezione.
Spesso presa ad esempio di coltura multifunzionale, la castanicoltura ha da sempre offerto molteplici risorse all’uomo: non solo le produzioni di legno e frutti, che tradizionalmente hanno rappresentato fonte di sussistenza per le comunità montane e sono simbolo della generosità del castagno, ma anche la non meno significativa funzione estetico paesaggistica e di tutela del territorio.
 
Nell'ambito dell'Insubria la coltivazione della castagna da frutto ha rappresentato per secoli un anello fondamentale del sistema agricolo locale, composto dall’allevamento bovino e ovi-caprino, dalla viticoltura, la produzione di frutta, canapa, cereali e l’utilizzazione delle risorse forestali. Alla base delle pratiche legate alla coltivazione, alla conservazione, alla trasformazione e al consumo alimentare della castagna, vi sono competenze popolari tramandate oralmente con l’esempio concreto, conoscenze e tecniche indissolubilmente legate agli ambienti, ai paesaggi, ai manufatti relativi alla castanicoltura. Una forte identità territoriale fondata sul castagno, in cui la cultura locale e le risorse naturali si sono strettamente intrecciate.
 
All'interno del progetto si è cercato di mettere in atto azioni in grado di incentivare l’integrazione del comparto agroforestale del castagno con i processi di diversificazione delle aziende agricole e la valorizzazione del patrimonio ambientale dell’area transfrontaliera, considerando la valenza economica, paesaggistica, ecologica e turistico-ricreativa del castagneto, senza dimenticarne il prezioso ruolo di difesa del suolo
 
I Castagneti dell'Insubria si è quindi dato un macro obiettivo chiaro: Il recupero e la valorizzazione del castagneto nei suoi tre aspetti principali quali la produzione del frutto, il castagno da legno e la multifunzionalità dei castagneti. Tale obiettivo si inserisce perfettamente nelle finalità della programmazione interreg: la valorizzazione ambientale e lo sviluppo dell’economia locale.
 
 
E' stato inoltre successivamente aggiunto il tema della difesa fitosanitaria, dandogli un ruolo più evidente ed importante di quanto inizialmente definito, per poter far fronte comune alla presenza del Cinipide del Castagno.
L’elevato numero dei partecipanti ha portato in dote un bacino di conoscenze, esperienze e sperimentazioni che sarebbe stato impossibile per ogni singolo attore riuscire ad accumulare in un percorso solitario. Si forma dunque quasi spontaneamente un ulteriore e più ampio obiettivo progettuale: La creazione di una rete che mantenga una costante comunicazione non solo tra le realtà dei diversi territori, ma anche tra tutti quei progetti che in diversi ambiti agiscono sulla castanicoltura o interagiscono con essa.